Caro Diario... ma veramente c'è chi scrive come se stesse parlando con un oggetto? Se proprio bisogna rivolgersi a qualcuno allora meglio farlo al lettore no? In fondo queste pagine sono un lascito, un segno del nostro passaggio che potrebbe essere rinvenuto in un futuro più o meno lontano da persona più o meno sconosciute... Ma veniamo a noi..
Sono passati mesi dall'ultimo aggiornamento ed il motivo non è la noia ma più semplicemente la totale assenza ed impossibilità ad aggiornare queste pagine.
Cosa sia accaduto? Francamente io stesso non ne ho idea ben precisa.
Ero in casa, intento a leggere un libro molto piacevole, quando improvvisamente il mio mondo si oscurò.
Ade prese il controllo del mio corpo senza preavviso.
Negli ultimi tempi c'erano state avvisaglie sul fatto che una cosa simile potesse accadere dato il suo animo sempre più irrequeto ed un malcontento generale piuttosto rimarcato.
Devo confessare che già prima della mia sparizione iniziai ad avere dei vuoti di memoria. Sere che diventavano mattina improvvisamente, nottate passate presumibilmente a riposo che finivano con il non essere affatto ristorative, era evidente che Ade stesse utilizzando il mio corpo a sua discrezione, nulla che andasse contro i nostri patti originali, che poi patti, più che altro la sua gentile concessione di non annientare la mia coscienza.
Mai però prima di questo periodo avevo provato una simile sensazione di terrore paragonabile forse solo al mio primo incontro con la divinità.
Le tenebre avvolsero il mio mondo, nessuna percezione era più attiva,per quanto mi sforzassi di urlare, di chiedere aiuto, di invocare lo stesso Ade affinchè mi ascoltasse nulla, nessuna risposta, le mie abilità di comunicazione azzerate, come se avessi perso la voce.
La solitudine sa essere crudele, l'idea che fosse arrivata la mia ora si faceva largo nella mia mente e proprio quando sentii le forze ormai abbandonarmi, la mia anima perdere forza fin quasi scomparire in maniera lenta ed inesorabile, mi ritrovai nuovamente al comando del mio corpo.
Non avevo idea di dove mi trovassi, le sensazioni erano tornate, il tatto, l'olfatto ma il luogo era silenzioso e buio come la pece.
Ricordo che dopo qualche minuto di totale immobilità necessario per abituarmi all'idea d'essere ancora vivo per prima cosa tastai il mio stesso corpo, non avevo ferite o altro.
A tentoni percorsi il gelido terreno circostanze, una sostanza liscia e solida, come marmo. Per quanti minuti passassero la visibilità non aumentò , i miei occhi non avrebbero mai potuto adattarsi ad una oscurità totale di quel genere.
Dopo breve tempo raggiunsi il limite di quello spazio, una sorta di cupola oserei dire dalla forma, alta non più di due metri, in sostanza era una sorta di cella di contenimento ,una gabbia per umani (?). Per quanto urlassi ancora una volta non ricevevo risposta ma se non altro almeno potevo udire le mie parole.
Ben presto persi nuovamente il controllo del mio corpo. Di nuovo il vuoto totale e poi ancora quella stanza gelida ed oscura.
Iniziai così a realizzare la mia situazione.
Mi resi conto del fatto che il tempo aveva perso per me ogni significato. Secondi, minuti, ore, giorni, non importava, mi trovavo in una situazione di totale immobilità ed impotenza. Ade era al comando del mio corpo lasciandomi il suo controllo solo quando ero ormai prossimo alla morte così da poter garantire la mia sopravvivenza e tener fede alla sua parola.
Curiosamente mi resi conto di non avvertire fame o sete, solo un costante e profondo senso di stanchezza, di fatto ero sull'orlo della morte ogni qualvolta il dio mi passava il testimone.
Ricordo che dopo un paio di cicli provai sollievo, non stavo morendo, subito dopo però furono lo sconforto ed una nuova forma di terrore ad assalirmi: per quanto tutto ciò andrà avanti? Tornerò mai al mio mondo? E' realmente un bene questa mia condizione? non sarebbe stato forse meglio morire?
Sfiorai la follia ed arrivai ad abbracciare l'idea della resa, presi in considerazione di porre fine alla mia vita durante le poche ore di controllo del corpo ma come? Ade mi avrebbe fermato e magari la mia condizione sarebbe solo peggiorata ulteriormente. La pura realtà era che la mia vita non mi apparteneva più, probabilmente dal mio primo incontro con Ade eppure quella fu la prima volta che l'ho capito sul serio.
Alla fine anche questo secondo turbidio di domande cessò lasciando spazio ad una semplice accettazione e rassegnazione, struggersi era inutile, mi abbandonai completamente alla volontà del dio.
In quel momento non sapevo quanto tempo fosse passato ma ad un certo punto sentii una voce, era lui, Ade mi stava parlando. Inizialmente ho creduto che fosse frutto della mia immaginazione tanto che ignorai quelle parole ma il suono delle sue parole aumentò d'intensità risultando quasi assordanti.
Non ricordo con esattezza tutte le sue parole ma rammento il contenuto del messaggio, era finita, mi stava riportando a casa. Ricordo che mi definì un "buono e fedele servitore" saremmo tornati alla nostra condizione di convivenza come in passato. Mi disse che eravamo stati nell'Ade, un luogo di cui era meglio che non sapessi nulla.
Sembra anche che quella cella gelida fosse una sorta di protezione per il mio corpo.
Se abbia mai provato odio verso di lui? Forse avrei voluto ma in fondo non è mai venuto meno alla sua parola, siamo entità su livelli completamente diversi, fui solo grato per la sua magnanimità.
E così mi sono ritrovato nella mia camera da letto a New York, steso sul letto con in dosso gli abiti del giorno della mia scomparsa.
Ricordo che la luce invase i miei occhi appena aprii le palpebre, una sensazione a cui ormai non ero più abituato, dolorosa perfino oserei dire!
Il mio corpo era indolenzito, la mia anima ormai ridotta allo stremo ma era finita.
Perfino gli abiti erano stati corrotti, non logori o sporchi ma lacerati in più parti, bruciati, consumati da quel potere oscuro che aleggia nel regno dei morti, perfino la camicia aveva perso ogni traccia del bianco di una volta.
Non scrissi a nessuno per informarlo del mio ritorno nè altro, ricordo solo che volevo godermi quella ritrovata libertà e recuperare le forze.
Dopo credo quasi due giorni di reclusione in casa mi sono convinto ad uscire.
Ho messo piede fuori dalle mura domestiche per la prima volta in compagnia di Alexander, il mondo era nuovamente rumoroso, pieno di vita, quasi non potevo crederci d'essere tornato a passeggiare su questo pianeta. Pensai di fare un giro in auto per vedere la città conducendola fino all'officina più vicina alla mia abitazione.
Si lo so, in quanto Vice Presidente non avrei dovuto agire in maniera così sconsiderata ma in quel momento non ero una carica politica o un milite, solo un uomo distrutto mentalmente e fisicamente in cerca di uno sfogo.
Il resto è storia. I giornalisti, l'articolo contro la mia persona, un ritorno alla realtà tutt'altro che piacevole ma in verità nulla di tutto quello è stato un peso, non è nulla a confronto di quanto ho dovuto passare negli ultimi mesi.
Curiosità: il meccanico presso cui mi sono recato è risultato essere un dio, da quello che mi è stato riferito si definisce fratello di Thor, vedremo quali siano le sue intenzioni.
In tutto questo ho scoperto che Tony e Valery hanno coperto la mia assenza utilizzando l'androide con le mie sembianze, devo molto ad entrambi.
Nella serata di ieri Tony ha risolto il problema con la giornalista invadente, una certa Rita Masters, io l'avrei volentieri utilizzata come fertilizzante per il mio giardino sul retro così da dimostrarle che se avessi voluto realmente metterla a tacere l'avrei fatto senza troppi giri di interviste e prove false ma il presidente ha deciso di offrirle un accordo.
Per ora l'amministrazione è al sicuro ma temo che possa rivelarsi un pessimo investimento per problemi futuri ancora maggiori, io comunque il probetto aiuola lo tengo in sospeso, non si sa mai.
Scherzi a parte risolta una crisi se ne affronta un'altra. Ho ignorato completamente i bisogni degli Avengers fino ad oggi e so che Valery sta attraversando un pessimo periodo.
Il mio rapporto con Ade
Non parliamo molto ma direi che è buono, posso percepire che il suo animo è più calmo di recente, ho motivo di credere che la permanenza nel suo regno gli abbia giovato, magari ha anche risolto qualche problema lì giù.
Le sue sembianze quando prende il controllo sono leggermente mutate, immagino siano ora più simili all'originale, credo che anche questo sia un effetto di quanto accaduto.
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