Ore 07:00, Alloggio, Base SHIELD
Una bottiglia in vetro è qui, di fianco a me, doveva essere piena ieri sera. Avverto ancora un pò di mal di testa, il mio corpo s'era ormai disabituato a questa sensazione.
Le ho fatto del male, era l'ultima cosa che avrei voluto accadesse.
Ieri sono andato a farle visita dopo che aveva dichiarato di voler lasciare i Phantom, mi ha invitato a casa sua, col segno di poi è stata una scelta quantomeno discutibile accettare.
Francamente non ho scusanti per le mie azioni.
Anche solo scrivere mi fa comprendere quanto sia stato meschino e crudele nei suoi confronti ecco perchè non aggiungerò altro se non un: Mi dispiace.
Le invierò un messaggio di scuse, è il minimo che possa fare.
Per quanto riguarda il resto:
Nelle fila dei Phantom sta succedendo qualcosa, sembra che Cameron ne abbia combinata una delle sue..francamente non m'interessa.
giovedì 31 maggio 2018
martedì 29 maggio 2018
30-05-2018, Diario
Ore 07:00, Infermeria
Mi è stato comunicato che stamane dovrebbero dimettermi, nell'attesa che arrivi quel momento scrivo queste poche parole.
Ieri pomeriggio Cameron ha avuto uno dei suoi disturbi della personalità. Ha assalito la dottoressa Nichole, purtroppo per lei quest'ultima non aveva intenzione di lasciarsi sottomettere. L'arrivo di Megan ha aiutato a calmare le acque, nel senso che ha messo KO la pazza.
C'è stato un momento in quello scontro, poco dopo che la dottoressa è stata colpita, che la parte peggiore di me ha fatto nuovamente capolino. Quell'istinto sadico e crudele s'è nutrito del mio risentimento nei confronti di Cameron, o meglio della dea che la possiede, e s'è sfogato verso la sola figura che mi era vicina in quell'istante, la stessa dottoressa.
Ormai credo mi veda come una persona diversa, una persona peggiore, come ciò che sono in realtà, mi spiace doc.
In serata mi sono dedicato maggiormente alla mia vicina di branda, Liv. Abbiamo scambiato qualche parola in un momento di pausa. Mi è sembrata un pò giù di morale dopo l'ultima missione, posso comprenderla ma non mi piace vederla in quello stato.
C'è stato un momento, un attimo fugace in cui i nostri sguardi si sono incrociati, ho provato affetto nei suoi confronti forse perfino attrazione ma l'arrivo della dottoressa mi ha riportato in me.
Questa notte mi sono svegliato in preda ad un incubo, era da anni che non ne facevo di così. Di fianco al mio letto riposava proprio lei, la piccola dea. La sua espressione sembrava cupa, credo che anche lei non stesse sognando nulla di buono. Quella ragazza è troppo dolce ed affettuosa nei miei confronti, nonostante sia una dea mi appariva così indifesa in quel momento. L'ho presa per mano nella speranza di alleviarne gli incubi. Deve aver sofferto molto negli ultimi secoli ma ora ha finalmente trovato un gruppo che possa accettarla per ciò che è, non posso che desiderare il meglio per lei.
Ps. Devo essere più prudente,so bene che il mio cuore appartiene già ad una donna, non devo vacillare, avere momenti di debolezza o rischierei di far soffrire il prossimo con le mie azioni. Data la situazione, devo dedicare tutte le mie attenzioni a ciò che realmente conta: difendere questo mondo.
Mi è stato comunicato che stamane dovrebbero dimettermi, nell'attesa che arrivi quel momento scrivo queste poche parole.
Ieri pomeriggio Cameron ha avuto uno dei suoi disturbi della personalità. Ha assalito la dottoressa Nichole, purtroppo per lei quest'ultima non aveva intenzione di lasciarsi sottomettere. L'arrivo di Megan ha aiutato a calmare le acque, nel senso che ha messo KO la pazza.
C'è stato un momento in quello scontro, poco dopo che la dottoressa è stata colpita, che la parte peggiore di me ha fatto nuovamente capolino. Quell'istinto sadico e crudele s'è nutrito del mio risentimento nei confronti di Cameron, o meglio della dea che la possiede, e s'è sfogato verso la sola figura che mi era vicina in quell'istante, la stessa dottoressa.
Ormai credo mi veda come una persona diversa, una persona peggiore, come ciò che sono in realtà, mi spiace doc.
In serata mi sono dedicato maggiormente alla mia vicina di branda, Liv. Abbiamo scambiato qualche parola in un momento di pausa. Mi è sembrata un pò giù di morale dopo l'ultima missione, posso comprenderla ma non mi piace vederla in quello stato.
C'è stato un momento, un attimo fugace in cui i nostri sguardi si sono incrociati, ho provato affetto nei suoi confronti forse perfino attrazione ma l'arrivo della dottoressa mi ha riportato in me.
Questa notte mi sono svegliato in preda ad un incubo, era da anni che non ne facevo di così. Di fianco al mio letto riposava proprio lei, la piccola dea. La sua espressione sembrava cupa, credo che anche lei non stesse sognando nulla di buono. Quella ragazza è troppo dolce ed affettuosa nei miei confronti, nonostante sia una dea mi appariva così indifesa in quel momento. L'ho presa per mano nella speranza di alleviarne gli incubi. Deve aver sofferto molto negli ultimi secoli ma ora ha finalmente trovato un gruppo che possa accettarla per ciò che è, non posso che desiderare il meglio per lei.
Ps. Devo essere più prudente,so bene che il mio cuore appartiene già ad una donna, non devo vacillare, avere momenti di debolezza o rischierei di far soffrire il prossimo con le mie azioni. Data la situazione, devo dedicare tutte le mie attenzioni a ciò che realmente conta: difendere questo mondo.
29-05-2018, Diario
Infermeria, Ore 13:00
Ieri mi sono incontrato nuovamente con Liv per colazione. Più tempo passo in sua compagnia più mi accordo di quanto sappia essere al comtempo dolce e determinata, insicura e forte. Mi piace stare in sua compagnia, riesce a farmi divertire e sentire a mio agio.
Mentre eravamo insieme una comunicazione da parte dei Phantom è giunta sul cellulare di entrambi. Siamo stati convocati alla base.
Liv si è offerta di accompagnarmi in zona, ha usato uno strano potere. Un attimo prima eravamo in strada, l'attimo dopo all'ingresso della Mansion. Devo ammettere che è stato al tempo stesso spaventoso ed eccitante. Una sensazione a cui ci vorrà tempo per far l'abitudine ma la ringrazio per avermela fatta provare.
L'incontro è andato relativamente bene, un briefing pre-missione, il bersaglio sarebbe stato Guerra, uno dei cavalieri dell'apocalisse. Athena ha perfino preso le mie difese, insomma, quasi, vabè lasciamo perdere. Megan invece, il mio superiore, mi ha decisamente stupito in negativo proponendo la mia estromissione dall'operazione in quanto non esperto....
Quella stessa sera ha avuto luogo la missione. Era presente anche Liv ed un suo amico sul campo oltre alle forze congiunte di Shield e Phantom, tutti lì per offrire supporto al Rider.
La missione è stata un successo in termini di obiettivi raggiunti ma un fallimento personale. Le nostre capacità offensive sono quasi nulle, siamo riusciti solo a prendere tempo per il Rider. Io in particolare non sono riuscito a far quasi nulla. Devo la mia vita al dottor Robert che mi ha difeso dall'attacco di un mostro volante, è stato un abile compagno di squadra, spero di poter lavorare ancora con lui in futuro.
Curiosa è stata l'apparizione di un'armatura misteriosa, c'è una terza forza in gioco?
Alla fine mi sono ritrovato in infermeria, immaginate lo stupore quando ho scoperto che Liv era proprio lì, al mio fianco, ferita a sua volta. Mi sono sentito in colpa per averla trascinata in questo vortice di violenza. Se non altro ora dorme, sembra stare bene, la sua espressione è serena.
Ieri mi sono incontrato nuovamente con Liv per colazione. Più tempo passo in sua compagnia più mi accordo di quanto sappia essere al comtempo dolce e determinata, insicura e forte. Mi piace stare in sua compagnia, riesce a farmi divertire e sentire a mio agio.
Mentre eravamo insieme una comunicazione da parte dei Phantom è giunta sul cellulare di entrambi. Siamo stati convocati alla base.
Liv si è offerta di accompagnarmi in zona, ha usato uno strano potere. Un attimo prima eravamo in strada, l'attimo dopo all'ingresso della Mansion. Devo ammettere che è stato al tempo stesso spaventoso ed eccitante. Una sensazione a cui ci vorrà tempo per far l'abitudine ma la ringrazio per avermela fatta provare.
L'incontro è andato relativamente bene, un briefing pre-missione, il bersaglio sarebbe stato Guerra, uno dei cavalieri dell'apocalisse. Athena ha perfino preso le mie difese, insomma, quasi, vabè lasciamo perdere. Megan invece, il mio superiore, mi ha decisamente stupito in negativo proponendo la mia estromissione dall'operazione in quanto non esperto....
Quella stessa sera ha avuto luogo la missione. Era presente anche Liv ed un suo amico sul campo oltre alle forze congiunte di Shield e Phantom, tutti lì per offrire supporto al Rider.
La missione è stata un successo in termini di obiettivi raggiunti ma un fallimento personale. Le nostre capacità offensive sono quasi nulle, siamo riusciti solo a prendere tempo per il Rider. Io in particolare non sono riuscito a far quasi nulla. Devo la mia vita al dottor Robert che mi ha difeso dall'attacco di un mostro volante, è stato un abile compagno di squadra, spero di poter lavorare ancora con lui in futuro.
Curiosa è stata l'apparizione di un'armatura misteriosa, c'è una terza forza in gioco?
Alla fine mi sono ritrovato in infermeria, immaginate lo stupore quando ho scoperto che Liv era proprio lì, al mio fianco, ferita a sua volta. Mi sono sentito in colpa per averla trascinata in questo vortice di violenza. Se non altro ora dorme, sembra stare bene, la sua espressione è serena.
venerdì 25 maggio 2018
25-05-2018, Diario
Ore 14:00, Avengers Mansion
Nella serata di ieri la città è stata attaccata. Gli Avenger sono scesi sul campo.
Mentre all'esterno infuriava la battaglia s'è registrata un'intrusione all'Avengers Mansion.
Una divinità ostile s'è manifestata lei Laboratori, nessuno di noi è riuscito ad opporsi ad essa.
Dopo aver dichiarato le sue intenzioni ha lasciato il luogo. Sembra voglia il figlio di Athena.
Sono stato in piedi quasi tutta la notte per dare una mano a ristabilire la sicurezza dell'edificio.
A quanto pare mi unirò agli X-Phantom. In quanto semplice essere umano ovviamente è per me un grande onore avere questa possibilità, spero solo di non diventare un peso per la squadra.
Mi verrà assegnato un nuovo equipaggiamento, non vedo l'ora di scoprire di cosa si tratti.
Devo inoltre scegliermi un'identità segreta, dannazione, da bambino ero bravo a fare questo genere di cose ma ora..
Non posso semplicemente mettermi un passamontagna e chiamarmi con un nome in codice militare?
Ci rifletterò con calma magari chiedendo consiglio a..... ora che ci penso non ho amici qui a New York, forse troverò qualcuno a cui dar fastidio.
Ieri sera ho poi scoperto che la Dottoressa Niky è l'eroina che qualche sera fa s'è tanto prodigata per proteggermi a Chinatown. La prossima volta che la vedo dovrò ringraziarla.
Per ora è tutto, è tempo per me di tornare a fare da scorta ad Athena sperando che almeno oggi non succeda nulla di strano.
_________________________________________
Ore 19:30, Armeria, Base Shield
Sono in attesa che il resto della mia squadra sia pronta, questa sera ci spetta un compito impegnativo. Dobbiamo mettere in quarantena un intero quartiere. Non so ancora chi sarà al comando delle operazioni ma devo ammetterlo, in questo momento non riesco a concentrarmi sulla missione.
Poco tempo fa ho scortato Cameron all' infermeria in compagnia del Generale Kurt.
E' stato preso in esame il caso della gravidanza della ragazza.
Mi è sempre stato insegnato di prendere in considerazione tutte le possibilità pertanto ho avanzato la mia idea, l'aborto. Non mi sarei certo offeso se fosse stata rifiutata come opzione ma era mio dovere morale renderla nota in quanto ancora non presa in esame.
Il risultato? Athena ha tentato di uccidermi. Se il Generale Kurt non mi avesse salvato la vita ora non sarei qui.
Sono combattuto. Ho un grande debito verso il Generale ed il massimo rispetto per lei ma ormai credo che la mia vita sia in pericolo costante.
Appare evidente che Athena è considerata una pedina importante sullo scenario tattico di questa battaglia. Probabilmente è l'unità più forte dopo gli Avengers, ma è realmente l'unica strada?
Credo nella causa dello shield ma sto perdendo fiducia nelle mie scelte. Il nostro alleato principale ha dichiarato di voler la mia vita solo per aver espresso un parere, sono ancora dalla parte dei buoni?
Proprio ora che avevo deciso un nome da utilizzare come membro degli X-Phantom sono costretto a chiedermi: c'è ancora posto per me tra le loro fila? e se la risposta dovesse essere no posso realmente continuare a lavorare per lo shield ?
Ho paura dei miei stessi alleati e della loro impulsività.
Non sono pronto per questa missione ma i ragazzi mi chiamano, è tempo di salire sul blindato e dirigerci sul campo.....
Nella serata di ieri la città è stata attaccata. Gli Avenger sono scesi sul campo.
Mentre all'esterno infuriava la battaglia s'è registrata un'intrusione all'Avengers Mansion.
Una divinità ostile s'è manifestata lei Laboratori, nessuno di noi è riuscito ad opporsi ad essa.
Dopo aver dichiarato le sue intenzioni ha lasciato il luogo. Sembra voglia il figlio di Athena.
Sono stato in piedi quasi tutta la notte per dare una mano a ristabilire la sicurezza dell'edificio.
A quanto pare mi unirò agli X-Phantom. In quanto semplice essere umano ovviamente è per me un grande onore avere questa possibilità, spero solo di non diventare un peso per la squadra.
Mi verrà assegnato un nuovo equipaggiamento, non vedo l'ora di scoprire di cosa si tratti.
Devo inoltre scegliermi un'identità segreta, dannazione, da bambino ero bravo a fare questo genere di cose ma ora..
Non posso semplicemente mettermi un passamontagna e chiamarmi con un nome in codice militare?
Ci rifletterò con calma magari chiedendo consiglio a..... ora che ci penso non ho amici qui a New York, forse troverò qualcuno a cui dar fastidio.
Ieri sera ho poi scoperto che la Dottoressa Niky è l'eroina che qualche sera fa s'è tanto prodigata per proteggermi a Chinatown. La prossima volta che la vedo dovrò ringraziarla.
Per ora è tutto, è tempo per me di tornare a fare da scorta ad Athena sperando che almeno oggi non succeda nulla di strano.
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Ore 19:30, Armeria, Base Shield
Sono in attesa che il resto della mia squadra sia pronta, questa sera ci spetta un compito impegnativo. Dobbiamo mettere in quarantena un intero quartiere. Non so ancora chi sarà al comando delle operazioni ma devo ammetterlo, in questo momento non riesco a concentrarmi sulla missione.
Poco tempo fa ho scortato Cameron all' infermeria in compagnia del Generale Kurt.
E' stato preso in esame il caso della gravidanza della ragazza.
Mi è sempre stato insegnato di prendere in considerazione tutte le possibilità pertanto ho avanzato la mia idea, l'aborto. Non mi sarei certo offeso se fosse stata rifiutata come opzione ma era mio dovere morale renderla nota in quanto ancora non presa in esame.
Il risultato? Athena ha tentato di uccidermi. Se il Generale Kurt non mi avesse salvato la vita ora non sarei qui.
Sono combattuto. Ho un grande debito verso il Generale ed il massimo rispetto per lei ma ormai credo che la mia vita sia in pericolo costante.
Appare evidente che Athena è considerata una pedina importante sullo scenario tattico di questa battaglia. Probabilmente è l'unità più forte dopo gli Avengers, ma è realmente l'unica strada?
Credo nella causa dello shield ma sto perdendo fiducia nelle mie scelte. Il nostro alleato principale ha dichiarato di voler la mia vita solo per aver espresso un parere, sono ancora dalla parte dei buoni?
Proprio ora che avevo deciso un nome da utilizzare come membro degli X-Phantom sono costretto a chiedermi: c'è ancora posto per me tra le loro fila? e se la risposta dovesse essere no posso realmente continuare a lavorare per lo shield ?
Ho paura dei miei stessi alleati e della loro impulsività.
Non sono pronto per questa missione ma i ragazzi mi chiamano, è tempo di salire sul blindato e dirigerci sul campo.....
lunedì 21 maggio 2018
22-05-2018, Diario
Ore 06:00, Alloggio personale, Base SHIELD
Ieri sera sono stato contattato da Ardin per prendere parte ad un'operazione di forze congiunte tra SHIELD e X-Phantom.
Ci siamo ritrovati a fronteggiare un nemico di gran lunga superiore alle nostre capacità.
Black Heart, questo il suo nome. Era la stessa creatura vista in sogno la scorsa notte.
Durante lo scontro ho fatto la conoscenza di alcuni strani tizi, li avevo già visti in video quello stesso pomeriggio, gli X-Phantom.
Una di loro mi ha protetto durante lo scontro.
Se non altro i loro movimenti sono stati più coordinati di quanto non visto in video, bhe, non che sia cambiato qualcosa, abbiamo riportato ugualmente una disfatta totale.
In particolare uno dei membri del team mi ha lasciato perplesso, una donna, ha caricato a testa bassa il nemico appena le è stato possibile senza alcun supporto o piano d'azione. . .
Dopo la caciara di ieri in sala riunione e quell'atteggiamento avventato inizio a perdere fiducia in quel gruppo che si fa chiamare X-Phantom. Se non altro almeno il loro morale a fine battaglia era molto più alto del mio.
Credevo che entrando nello SHIELD avrei avuto i mezzi per fronteggiare ogni genere di minaccia ma la mia idea di nemico era una semplice invasione aliena o cose così, come dovremmo sconfiggere una creatura del genere?
E soprattutto, cosa possono fare dei semplici agenti come me?
La risposta è facile, per quanto odi ammetterlo e preferirei qualsiasi altra cosa a quanto pare dobbiamo limitarci a dar supporto a questo gruppetto di Eroi da strapazzo, gli X-Phantom, in fondo tra loro mi è sembrato di individuare anche qualcuno più razionale e capace, basterà metterli in condizione di agire senza doversi preoccupare per i civili.
Tornando a quella sensazione di Dejavu che ho avvertito in presenza del nemico. Non so come spiegarlo ma in qualche modo quell'aurea oscura mi era familiare, qualcosa dentro di me ne era perfino attratta ed ostile al tempo stesso.
Probabilmente era solo lo stress, nel giro di 24 ore sono accadute tante, troppe cose.
Devo andare a farmi visitare da un dottore per assicurarmi che non mi sia successo nulla dopo lo scontro di ieri...
Un'altra giornata ha inizio, almeno non ho avuto incubi oggi, speriamo bene!
Ieri sera sono stato contattato da Ardin per prendere parte ad un'operazione di forze congiunte tra SHIELD e X-Phantom.
Ci siamo ritrovati a fronteggiare un nemico di gran lunga superiore alle nostre capacità.
Black Heart, questo il suo nome. Era la stessa creatura vista in sogno la scorsa notte.
Durante lo scontro ho fatto la conoscenza di alcuni strani tizi, li avevo già visti in video quello stesso pomeriggio, gli X-Phantom.
Una di loro mi ha protetto durante lo scontro.
Se non altro i loro movimenti sono stati più coordinati di quanto non visto in video, bhe, non che sia cambiato qualcosa, abbiamo riportato ugualmente una disfatta totale.
In particolare uno dei membri del team mi ha lasciato perplesso, una donna, ha caricato a testa bassa il nemico appena le è stato possibile senza alcun supporto o piano d'azione. . .
Dopo la caciara di ieri in sala riunione e quell'atteggiamento avventato inizio a perdere fiducia in quel gruppo che si fa chiamare X-Phantom. Se non altro almeno il loro morale a fine battaglia era molto più alto del mio.
Credevo che entrando nello SHIELD avrei avuto i mezzi per fronteggiare ogni genere di minaccia ma la mia idea di nemico era una semplice invasione aliena o cose così, come dovremmo sconfiggere una creatura del genere?
E soprattutto, cosa possono fare dei semplici agenti come me?
La risposta è facile, per quanto odi ammetterlo e preferirei qualsiasi altra cosa a quanto pare dobbiamo limitarci a dar supporto a questo gruppetto di Eroi da strapazzo, gli X-Phantom, in fondo tra loro mi è sembrato di individuare anche qualcuno più razionale e capace, basterà metterli in condizione di agire senza doversi preoccupare per i civili.
Tornando a quella sensazione di Dejavu che ho avvertito in presenza del nemico. Non so come spiegarlo ma in qualche modo quell'aurea oscura mi era familiare, qualcosa dentro di me ne era perfino attratta ed ostile al tempo stesso.
Probabilmente era solo lo stress, nel giro di 24 ore sono accadute tante, troppe cose.
Devo andare a farmi visitare da un dottore per assicurarmi che non mi sia successo nulla dopo lo scontro di ieri...
Un'altra giornata ha inizio, almeno non ho avuto incubi oggi, speriamo bene!
21-05-2018 , Diario
Ore 07:30, Alloggio Personale, Base S.H.I.E.L.D.
Stamane ho avuto un pessimo risveglio, completamente sudato, battito a mille. Una sensazione di preoccupazione mista a terrore era ancora percepibile in me. Ci ho messo un pò a riprendermi.
Ho fatto un incubo, eppure era così reale, che fosse una premonizione? Non ho mai creduto a questo genere di cose ma ormai non dovrebbe stupirmi più nulla.
Scrivo queste parole quando è passata ormai poco più di un'ora, il ricordo è ancora vivido, voglio mettere su carta quelle memorie prima che svaniscano.
Il mondo era devastato da una figura nera dai capelli tentacolari, proprio in mezzo alle fiamme.
Intorno vari cadaveri di X-Pantom ed Avenger.
La creatura aveva occhi vuoti eppure mi fissava e per un tempo indefinitamente lungo.
Non aveva bocca ma potrei giurare che stesse sorridendo, o meglio l'avrebbe fatto se ne avesse avuta una.
Una sensazione di impotenza mi assaliva sempre più, ancora ne sento i resti se mi concentro su quei ricordi.
La creatura mi si avvicinava fluttuando a pochi centimetri dal terreno,stava per mettere la mano sul mio volto quando è diventato tutto buio.
Il sogno finisce così, mi sono risvegliato subito dopo.
Oggi sarà una pessima giornata.
_____________________________________________________________________________
18:00 , Base S.H.I.E.L.D.
Ieri sera ho partecipato ad un'autopsia di due corpi, il primo era umano ma il secondo era un mostro gigantesco. Lo shock è stato notevole ma la dottoressa Anderson ed il dottore Rossi mi hanno messo a mio agio aiutandomi a superare l'impatto iniziale del primo incontro con un'entità proveniente da un'altra dimensione.
Anche se la creatura era già morta sono sicuro che questo mi tornerà molto utile per il futuro.
Si è anche parlato di maghi ed evocazioni, insomma, tutte cose che se non avessi visto quel mostro con i miei occhi non avrei mai potuto credere ma ora il mio nuovo mondo è così, pieno di novità e misteri, dovrò farci l'abitudine.
Sono da poco rientrato da una riunione congiunta tra agenti dello SHIELD e Phantom. Erano presenti diverse figure rassicuranti ma per altre meglio stendere un velo pietoso.
Mai come ora spero che la prima impressione non sia quella giusta.
Se non altro non si può dire che le riunioni di questo genere siano noiose!
Durante la riunione ho appreso diverse verità e compreso in cosa mi sono cacciato.
Non ho provato paura ma di sicuro ansia, troppe sono le cose che ancora non conosco e non potrò farmi trovare impreparato al momento del bisogno.
Vorrei far visita al Generale quanto prima, data la mia partecipazione all'antopsia la consegna del risultato delle analisi potrebbe essere un'ottima occasione.
La Dottoressa Anderson mi ha inoltrato anche dei file interessanti sul caso, questo mi aiuterà a far chiarezza nella mia mente, sono molto grato a quella donna.
Stamane ho avuto un pessimo risveglio, completamente sudato, battito a mille. Una sensazione di preoccupazione mista a terrore era ancora percepibile in me. Ci ho messo un pò a riprendermi.
Ho fatto un incubo, eppure era così reale, che fosse una premonizione? Non ho mai creduto a questo genere di cose ma ormai non dovrebbe stupirmi più nulla.
Scrivo queste parole quando è passata ormai poco più di un'ora, il ricordo è ancora vivido, voglio mettere su carta quelle memorie prima che svaniscano.
Il mondo era devastato da una figura nera dai capelli tentacolari, proprio in mezzo alle fiamme.
Intorno vari cadaveri di X-Pantom ed Avenger.
La creatura aveva occhi vuoti eppure mi fissava e per un tempo indefinitamente lungo.
Non aveva bocca ma potrei giurare che stesse sorridendo, o meglio l'avrebbe fatto se ne avesse avuta una.
Una sensazione di impotenza mi assaliva sempre più, ancora ne sento i resti se mi concentro su quei ricordi.
La creatura mi si avvicinava fluttuando a pochi centimetri dal terreno,stava per mettere la mano sul mio volto quando è diventato tutto buio.
Il sogno finisce così, mi sono risvegliato subito dopo.
Oggi sarà una pessima giornata.
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18:00 , Base S.H.I.E.L.D.
Ieri sera ho partecipato ad un'autopsia di due corpi, il primo era umano ma il secondo era un mostro gigantesco. Lo shock è stato notevole ma la dottoressa Anderson ed il dottore Rossi mi hanno messo a mio agio aiutandomi a superare l'impatto iniziale del primo incontro con un'entità proveniente da un'altra dimensione.
Anche se la creatura era già morta sono sicuro che questo mi tornerà molto utile per il futuro.
Si è anche parlato di maghi ed evocazioni, insomma, tutte cose che se non avessi visto quel mostro con i miei occhi non avrei mai potuto credere ma ora il mio nuovo mondo è così, pieno di novità e misteri, dovrò farci l'abitudine.
Sono da poco rientrato da una riunione congiunta tra agenti dello SHIELD e Phantom. Erano presenti diverse figure rassicuranti ma per altre meglio stendere un velo pietoso.
Mai come ora spero che la prima impressione non sia quella giusta.
Se non altro non si può dire che le riunioni di questo genere siano noiose!
Durante la riunione ho appreso diverse verità e compreso in cosa mi sono cacciato.
Non ho provato paura ma di sicuro ansia, troppe sono le cose che ancora non conosco e non potrò farmi trovare impreparato al momento del bisogno.
Vorrei far visita al Generale quanto prima, data la mia partecipazione all'antopsia la consegna del risultato delle analisi potrebbe essere un'ottima occasione.
La Dottoressa Anderson mi ha inoltrato anche dei file interessanti sul caso, questo mi aiuterà a far chiarezza nella mia mente, sono molto grato a quella donna.
sabato 19 maggio 2018
20-05-2018 , Diario
19-05-2018, ore 20:02 Qualcuno bussa alla porta della mia camera d'albergo qui a NY. Si presenta come un agente S.H.I.E.L.D. , mi chiede di seguirlo.
Giusto il tempo di indossare il migliore dei miei abiti che lasciamo l'albergo, mi dimentico perfino il cellulare in camera.
alle ore 22:30 circa raggiungiamo la base, vengo condotto all'ufficio del Generale.
Dopo avermi spiegato la situazione vengo messo dinanzi ad una scelta, una possibilità, entrare a far parte dell'organizzazione.
Accetto senza indugi.
Vengo arruolato con il grado di II Tenente.
E' tempo ora di rimettersi in gioco e dimostrare prima a me stesso e di conseguenza al Generale d'essere all'altezza di questo nuovo ruolo.
Giusto il tempo di indossare il migliore dei miei abiti che lasciamo l'albergo, mi dimentico perfino il cellulare in camera.
alle ore 22:30 circa raggiungiamo la base, vengo condotto all'ufficio del Generale.
Dopo avermi spiegato la situazione vengo messo dinanzi ad una scelta, una possibilità, entrare a far parte dell'organizzazione.
Accetto senza indugi.
Vengo arruolato con il grado di II Tenente.
E' tempo ora di rimettersi in gioco e dimostrare prima a me stesso e di conseguenza al Generale d'essere all'altezza di questo nuovo ruolo.
Storia antecedente all'arrivo a New York
Arkan nasce a Los Angeles il 29-11-79, figlio dell'avvocato Rose Taylor e del consigliere presso il consolato italiano Mario Falco.
1984, la madre viene meno per un tumore, il padre afflitto dal dolore decide di lasciare gli usa e fa rientro in patria portado con sè Arkan.
Dopo due anni il genitore parte per un nuovo incarico all'estero, incapace di prendersi cura del figlio come si deve Mario prende la difficile decisione d'affidarlo alle cure dei nonni così da garantirli un minimo di stabilità, il ragazzo si trasferisce ad Amalfi.
Il nonno Giovanni e la nonna Serena diventano due figure importanti della sua giovinezza.
L'infanzia e l'adolescenza del ragazzo trascorrono in totale serenità.
1998, si diploma con il massimo dei voti presso il liceo scientifico di amalfi. Prima dell'esame una collanina esposta su di una bancarella al margine della strada ne attira l'attenzione, raffigura il simbolo astronomico di Plutone, da quel giorno sarà il suo portafortuna.
Ispirato dai racconti del nonno, ex ufficiale dell'esercito, entra all'accademia militare di Modena.
2000, Raggiunge il grado di sottonenente al termine del primo biennio di studi. Successivamente passa alla scuola di applicazione presso Torino.
2003, Consegue la laurea di 1 livello in Scienze Strategiche Politico-organizzativo e diventa Tenente.
2006, Ottiene una Laurea Specialistica in Scienze Strategiche ed Organizzative con lode.
Quello stesso anno prende servizio nell' unità operativa della Forza Armata, nello specifico viene trasferito a Roma presso il 1 reggimento, reparto comando e supporti tattici.
Da quel momento si limita a svolgere le sue funzioni lavorative insediandosi stabilmente nella capitale.
Vive una vita agiata adagiandosi anche in parte sugli allori considerandosi di fatto "arrivato" al suo obiettivo. Conosce in questi anni una ragazza, Michela Romano, dopo molti anni di fidanzamento decidono di sposarsi.
Si disinteressa in gran parte della politica estera.
2012, le immagini trasmesse in televisione al seguito di quanto accaduto a New York sconvolgono l'intera esistenza dell'uomo. Colei che da pochi mesi era ormai sua moglie perde la vita in quelle ore durante un viaggio d'affari. Nel giro dell'anno successivo si abbandona all'alcol, la cosa viene notata dalle alte sfere del suo comando. Arkan viene sospeso, di lì a poco consegna le sue dimissioni volontarie.
2013, Parte per un viaggio senza una meta precisa in giro per il mondo.
30 Novembre 2014, si risveglia nella camera di un albergo di infima categoria a Bangkok, il suo corpo è in uno stato fisico pietoso, lividi sparsi segno di risse passate, occhiaie notevoli, il pavimento è disseminato di bottiglie vuote di alcol e bustine che un tempo dovevano contenere altre sostanze stupefacenti, il braccio destro presenta un foro di siringa, nulla di anormale se non fosse per un grosso tatuaggio presente dietro la sua schiena. Non ha memoria della notte precedente ma ne conosce il significato, è il simbolo di plutone in astrologia.
Più tardi quello stesso giorno viene raggiunto dalla notizia che il padre ha avuto un malore ed è da tempo ricoverato all'ospedale di Los Angeles.
Deciso a rimettere a posto i cocci della sua vita torna in America per la prima volta dai tempi della sua infanzia. Qui si riunisce col padre che lo aiuta a superare i suoi problemi con alcol e droga.
Dopo un anno trascorso in un centro di riabilitazione inizia una nuova vita a Los Angeles dove ricuce i rapporti con la famiglia della madre, viene assunto dalla compagnia edilizia della famiglia materna.
In pochi anni riesce ad assicurarsi un ruolo di dirigente del personale, durante questo tempo riprende ad allenare il proprio corpo e almeno una volta a settimana si reca al poligono di tiro per "rilassarsi".
Vive una vita tranquilla fino a quando strane idee iniziano a manifestarsi nella sua mente, la voglia di visitare New York è sempre più impellente, qualcosa dentro di lui lo spinge in quella direzione,forse in quanto luogo dell'attacco o della morte di una persona a lui cara, non riesce a dare un senso a questo crescente bisogno fin quando non cede e decide di assecondarlo.
Maggio 2018, parte per la grande mela
1984, la madre viene meno per un tumore, il padre afflitto dal dolore decide di lasciare gli usa e fa rientro in patria portado con sè Arkan.
Dopo due anni il genitore parte per un nuovo incarico all'estero, incapace di prendersi cura del figlio come si deve Mario prende la difficile decisione d'affidarlo alle cure dei nonni così da garantirli un minimo di stabilità, il ragazzo si trasferisce ad Amalfi.
Il nonno Giovanni e la nonna Serena diventano due figure importanti della sua giovinezza.
L'infanzia e l'adolescenza del ragazzo trascorrono in totale serenità.
1998, si diploma con il massimo dei voti presso il liceo scientifico di amalfi. Prima dell'esame una collanina esposta su di una bancarella al margine della strada ne attira l'attenzione, raffigura il simbolo astronomico di Plutone, da quel giorno sarà il suo portafortuna.
Ispirato dai racconti del nonno, ex ufficiale dell'esercito, entra all'accademia militare di Modena.
2000, Raggiunge il grado di sottonenente al termine del primo biennio di studi. Successivamente passa alla scuola di applicazione presso Torino.
2003, Consegue la laurea di 1 livello in Scienze Strategiche Politico-organizzativo e diventa Tenente.
2006, Ottiene una Laurea Specialistica in Scienze Strategiche ed Organizzative con lode.
Quello stesso anno prende servizio nell' unità operativa della Forza Armata, nello specifico viene trasferito a Roma presso il 1 reggimento, reparto comando e supporti tattici.
Da quel momento si limita a svolgere le sue funzioni lavorative insediandosi stabilmente nella capitale.
Vive una vita agiata adagiandosi anche in parte sugli allori considerandosi di fatto "arrivato" al suo obiettivo. Conosce in questi anni una ragazza, Michela Romano, dopo molti anni di fidanzamento decidono di sposarsi.
Si disinteressa in gran parte della politica estera.
2012, le immagini trasmesse in televisione al seguito di quanto accaduto a New York sconvolgono l'intera esistenza dell'uomo. Colei che da pochi mesi era ormai sua moglie perde la vita in quelle ore durante un viaggio d'affari. Nel giro dell'anno successivo si abbandona all'alcol, la cosa viene notata dalle alte sfere del suo comando. Arkan viene sospeso, di lì a poco consegna le sue dimissioni volontarie.
2013, Parte per un viaggio senza una meta precisa in giro per il mondo.
30 Novembre 2014, si risveglia nella camera di un albergo di infima categoria a Bangkok, il suo corpo è in uno stato fisico pietoso, lividi sparsi segno di risse passate, occhiaie notevoli, il pavimento è disseminato di bottiglie vuote di alcol e bustine che un tempo dovevano contenere altre sostanze stupefacenti, il braccio destro presenta un foro di siringa, nulla di anormale se non fosse per un grosso tatuaggio presente dietro la sua schiena. Non ha memoria della notte precedente ma ne conosce il significato, è il simbolo di plutone in astrologia.
Più tardi quello stesso giorno viene raggiunto dalla notizia che il padre ha avuto un malore ed è da tempo ricoverato all'ospedale di Los Angeles.
Deciso a rimettere a posto i cocci della sua vita torna in America per la prima volta dai tempi della sua infanzia. Qui si riunisce col padre che lo aiuta a superare i suoi problemi con alcol e droga.
Dopo un anno trascorso in un centro di riabilitazione inizia una nuova vita a Los Angeles dove ricuce i rapporti con la famiglia della madre, viene assunto dalla compagnia edilizia della famiglia materna.
In pochi anni riesce ad assicurarsi un ruolo di dirigente del personale, durante questo tempo riprende ad allenare il proprio corpo e almeno una volta a settimana si reca al poligono di tiro per "rilassarsi".
Vive una vita tranquilla fino a quando strane idee iniziano a manifestarsi nella sua mente, la voglia di visitare New York è sempre più impellente, qualcosa dentro di lui lo spinge in quella direzione,forse in quanto luogo dell'attacco o della morte di una persona a lui cara, non riesce a dare un senso a questo crescente bisogno fin quando non cede e decide di assecondarlo.
Maggio 2018, parte per la grande mela
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